Il silenzio dopo il fallout

Ci giungono nuovi (e graditissimi) aggiornamenti sulla situazione in Giappone, a cura del nostro “corrispondente” Takashi Suzuki (nella foto a Saint-Claude, nel novembre 2008), ancora tramite Maurizio Salami, socio della Cooperativa Case Popolari di Mancasale e Coviolo.

Una terza missiva – dopo quelle di marzo e aprile  – in cui Takashi conferma che il dopo-Fukushima, una volta superata l’esposizione mediatica, è per i giapponesi una normalità purtroppo più imposta che effettivamente ritrovata.

Il silenzio dopo il fallout

Dopo il terremoto dell’11 marzo, ad eccezione di una vasta area disastrata in cui è compresa naturalmente Fukushima, sembra che per molte persone sia stato possibile tornare alla vita ordinaria.
Ma un disagio inspiegabile è cresciuto tra le donne in gravidanza e tra i genitori: hanno troppi dubbi sul cibo, a causa della contaminazione da cesio e stronzio di terra, aria e acqua.
Malessere diffuso, sfiducia nel governo e nei mezzi di comunicazione di massa.
Entrambi silenziosi più che mai.

Takashi Suzuki
Per chi volesse corrispondere con Takashi

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