I ''Centoanni Indivisi'' delle Case Popolari

La Cooperativa Case Popolari di Mancasale e Coviolo ha cento anni di vita e ha scelto lo scorso 2 giugno – festa della Repubblica – per dar luogo ai solenni festeggiamenti del proprio (primo) Centenario.

La Cooperativa (così come la conosciamo oggi) si è costituita solo nel 2006, ma è il risultato della fusione tra due storiche cooperative di abitazione. Quella sita a Villa Mancasale venne costituita il 19 luglio del 1908; la consorella di Coviolo (con il medesimo statuto e presso il medesimo notaio) quasi sei anni dopo, il 6 giugno 1914.

Il programma della giornata si è svolto a partire dall’incontro presso nuova Sala Civica di via Selo, 4: qui il Laboratorio Oltreluogo ha allestito già da alcune settimane (in collaborazione con Fotografia Europea) un fotoracconto tratto dal viaggio di studi e confronto sulla cultura cooperativa intrattenuto con l’associazione “La Fraternelle” di Saint-Claude, nel Jura francese.

Di seguito, dopo il pranzo sociale presso il Circolo Arci “Pigal”, la presentazione del volume a carattere storico “Centoanni indivisi. La Cooperativa Case Popolari di Mancasale e Coviolo”, edito da Edicta e frutto di una ricerca originale condotta da Antonio Canovi, che trova la presentazione di Carlo Possa (Legacoop), la prefazione di Luca Pes (docente alla Venice International University) e la postfazione di Roberta Pavarini (presidente Circoscrizione Nordest).
A chiudere la giornata, l’applauditissima animazione teatrale di Mauro Incerti. Hanno fatto festa con i Cooperatori tanti amici e ospiti: tra loro, il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, il presidente di Legacoop Ildo Cigarini, una delegazione proveniente dalla Cooperativa Case Popolari Niguarda di Milano, oltre a “colleghi” cooperatori francesi e argentini.

La Cooperativa Case Popolari di Mancasale e Coviolo, che aderisce a Legacoop, ha per scopo di soddisfare i bisogni abitativi dei soci assicurandone il godimento in proprietà indivisa tramite la gestione associata.
All’origine di questa esperienza centenaria vi è l’abc del “metodo” prampoliniano: dignità del lavoro, fratellanza tra gli uomini, autogestione cooperativa per costruire un mondo nuovo. Ciò che ha fatto di Reggio la “provincia cooperativa” per eccellenza. Sempre (e fermamente) memore di quei princìpi che ne hanno ispirato la nascita e guidato l’azione, la Cooperativa ha potuto sopravvivere nei momenti bui della politica nazionale, ma anche crescere e rinnovarsi ogni volta ve ne sia stata l’opportunità.
Ora, trascorso un secolo e cinque generazioni, in una congiuntura che vede da un lato la crisi della politica e dall’altro una rinnovata quanto frustrata domanda sociale di abitazioni, la Cooperativa Case Popolari avverte il bisogno di aprire una riflessione a tutto tondo sulla propria esperienza, senza retoriche autocelebrative, anzi, interrogandosi sulla propria adeguatezza di fronte al banco di prova della globalizzazione. Si tratta di un atto di responsabilità sociale, cui la Cooperativa intende far fronte con il proprio patrimonio fatto di cultura, di memorie e anche di risorse materiali.

Il libro di Antonio Canovi fotografa le fasi della vita della Cooperativa, ne segue le vicissitudini e ne tratteggia i possibili sviluppi attraverso il dialogo diretto con i membri e i testimoni dei fatti narrati. “Centoanni Indivisi” diventa così una storia narrata dal basso, i cui protagonisti si raccontano e si rappresentano, attraverso le storie di guerra e di Resistenza, i giochi dei ragazzini, la “vita cooperativa”, spesso parlando tra di loro (in dialetto) e mettendo in relazione luoghi e ricordi. Antonio Canovi tesse una trama narrativa che parte dai racconti e si annoda ai ragionamenti che emergono dall’analisi dei documenti.
Ecco così che Mancasale si rivela essere un importante polo di resistenza antifascista, finora offuscato dalla presenza della grande fabbrica delle “Reggiane”. La Cooperativa dimostra inoltre la presenza e il radicamento di una “visuale sociale” (e politica) nella vita quotidiana delle persone, in quanto è essa stessa – istituzione tra uomini e donne solidali – portatrice di risposte a bisogni sociali cruciali, quanto l’abitazione, il consumo e il tempo libero.

Come ha scritto opportunamente Luca Pes nella sua prefazione, “il contributo più importante di questo libro sta nell’evidenziare che esiste una tradizione in Italia di istituzioni di welfare che non sono né private (fondate sulla proprietà privata), né pubbliche (promosse e governate dallo Stato o dagli enti locali), ma frutto di un associazionismo mutualistico tra eguali che si auto-governa e che, attraverso la partecipazione alla gestione della cosa comune, possono diventare esempi e forme di educazione pratica alla socialdemocrazia dal basso”.

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