REcine 2011: con le ''Reggiane'' a Rio de Janeiro

La storia del documentario “Reggiane underground – memorie sotto l’Officina”, è una storia un po’ surreale: è la storia di un report per immagini che non era nato per farsi vedere troppo. Ma che alla fine vedono tutti.

Tutto comincia nell’estate di due anni fa, quando alcuni componenti del Cds – Villa Cougnet hanno l’opportunità di effettuare una ricognizione nell’Archivio storico delle “Reggiane”, il chilometrico ventre sotterraneo della fabbrica: un ventre immobile, che già non respirava più e non certo per colpa dell’afa di luglio. La smobilitazione era ormai dietro l’angolo, con un certo carico di tensioni ed incertezze. Non ultima la destinazione d’uso del patrimonio archivistico aziendale del maggior stabilimento industriale cittadino.

Passano i mesi e su Reggio scende una nevicata immane, la ricorderete. Proprio quel giorno a Villa Cougnet è in programma la presentazione del nostro progetto di salvaguardia e valorizzazione dell’Archivio. Nonostante il cataclisma e le gigantesche difficoltà logistiche, raduniamo un certo numero di personalità in platea. Ad un opuscolo edito dal Comune di Reggio Emilia viene affidata la promozione del progetto e l’inventariazione dei materiali oggetto del medesimo, mentre è grazie alle immagini di “Reggiane underground” che la nostra esperienza “sotterranea” acquista concretezza e può essere condivisa.

Benchè sia poco più che un appunto di lavoro, nonostante sia adatto ad illustrare per brevi accenni lo stato dell’arte del progetto, “Reggiane underground” si conquista addirittura un paio di passaggi televisivi su Telereggio: a marzo del 2010 e (in replica) a settembre di quest’anno, viene ospitato nel format di approfondimento Habitat.

Nel frattempo, c’è la scelta di proporlo su YouTube. Continuiamo a dichiarare che è disponibile come versione di lavoro, ancora un po’ grezza e provvisoria. Intanto però, tra chi lo visualizza, c’è qualcuno che viene da lontano.
Nel corso di un’altra estate, quella appena trascorsa, riceviamo un’e-mail dal Brasile: ce la invia Syrléa Marques Pereira storica delle migrazioni e docente in forza all’Universidade do Estado do Rio de Janeiro, incrociata di recente nel corso di un convegno. Nel messaggio, l’invito a partecipare all’edizione 2011 (la decima) di REcine, il Festival Internazionale di Cinema di Archivio organizzato dall’Arquivo Nacional di Rio de Janeiro.
Accanto ad una retrospettiva-omaggio al cinema italiano e alla sua influenza su quello brasiliano, viene proposta una mostra competitiva legata (a vario titolo) al cinema d’archivio: è proprio in questo contesto che “Reggiane underground” entra in gioco, visto che – pur nella sua approssimazione ed incompiutezza – è piaciuto a tal punto da risultare nei 32 documentari selezionati per il concorso. Il prossimo 8 novembre sarà visionato è valutato dalla giuria.

Siamo molto contenti, lo ammettiamo. Sarà che pensare al Brasile mette addosso leggerezza, sarà che non abbiamo ancora ben capito i criteri della selezione (e la cosa ci fa divertire), ma mai come in questo caso ci sentiamo di dire che comunque vada è già un successo.
Presi dall’entusiasmo e convinti che il tema e lo strumento mediatico scelto per parlarne meritino miglior forma, rilasceremo una release riveduta e aggiornata di “Reggiane underground”: la prima visione è prevista per la primavera prossima, nell’ambito del nuovo calendario di iniziative culturali di Eutópia presso la Sala Civica delle Case popolari. Magari ci tocca anche festeggiare un buon risultato in terra carioca

L’indicazione che si trae da esperienze come questa è chiara: le modalità di lavoro fin qui adottate, la scelta di fare rete (e di posizionarci sulla Rete) si dimostrano elementi efficaci. A tal punto, che paradossalmente ci è possibile creare (nonostante la distanza) relazioni, sinergie e dinamismi che nel cortile di casa hanno vita assai più tribolata.
Altra riflessione, a questo punto inevitabile. Possiamo affermare che, al di là del valore artistico (?) e storiografico del video (valutatelo voi, noi siamo sempre insoddisfatti a prescindere), le “Reggiane”, la Grande Fabbrica della città si dimostra ancora un importante elemento catalizzatore di attenzione e bisognoso di riguardo; un’eredità di esperienze e saperi che (citando dalla presentazione del progetto) “pur avendo rischiato di scomparire, sono ancora lì, in piedi, a far narrare di sè”, che continuano a farsi osservare “le rughe ma per interrogare […] i propri umori profondi in fatto di lavoro, comunità, cittadinanza”.

“Reggiane underground – memorie sotto l’Officina” (2009), 28′ 42″
di Antonio Canovi e Daniele Castagnetti
con la collaborazione di Mediavision – Cine & Video

Riprese: Nico Guidetti
Montaggio: Daniele Castagnetti
Produzione: Cds – Villa Cougnet

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Visita il canale YouTube del Cds

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