Et voilà... l'Atelier Bligny!

Ci siamo. Domenica 11 novembre, l’Atelier Blignyabracadabra, et voilà – apre finalmente i battenti.

Una lunga giornata celebrativa del “varo” è prevista nella sede di via Bligny, 52 a Reggio Emilia, nell’ormai rigenerato ex Circolo Arci “Pistelli”. Ed è stato preparato un ricco e denso programma di eventi, per i quali (come Cds – Villa Cougnet, associazione Eutópia e Cooperativa Case Popolari di Mancasale e Coviolo) vogliamo estendere l’invito a voi che ci leggete.

Si comincia con la rituale apertura della porta, alle ore 11:00. L’Atelier Bligny si presenta, a braccetto della Circoscrizione Nordest e il vicinato tutto.
All’entrata, si troveranno due installazioni: “MIXITé – Editto della memoria” (con una performance di PsikoPatik ad introdurla), mentre una postazione multimediale (ne parlerà Daniele Castagnetti, commenterà Antonio Canovi) accoglierà i primi visitatori con contenuti approntati per l’occasione.

Alle ore 12:00, aperitivo “Reggiane” con “La fabbrica immensa”, gli scatti di Fabrizio Cicconi e Fabio Boni, immagini-verità sullo stato attuale della fabbrica-laboratorio senza la cui esistenza Reggio Emilia sarebbe un’altra cosa. Le interviste sono a cura di Antonio Canovi, le “Letture operaie” di Sandra Palmieri.
Un’ora dopo, “Desco Co-operativo con Vino Rosso”.

Poi il lungo pomeriggio di cinema di super-essai nel mini-kino dell’Atelier.
I film in scaletta sono: “Buongiorno Territorio”, di Alberto Pioppi e Mauro Incerti; “Sguardi dal Basso”, di Alessandro Ardenti; “Attraverso i muri”, di Roberto Nasi; “Passaggi a Nordest”, di Nico Guidetti; “Reggiane underground”, di Antonio Canovi e Daniele Castagnetti; “Oidp: Reggio e i giovani”, di Nico Guidetti.

Da Nico Guidetti si riparte alle ore 16:00: sua è la presentazione del progetto della Scuola Popolare di Cinema, con apertura alle iscrizioni.

Alle 17:30, “Cortile Bligny”: tutti fuori, mentre Dittongo ci spiega che cosa sia un “Cortile di Città”.
Per poi attendere infine l’arrivo del biker Tiziano Bellelli, che ci canterà le canzoni della Frontiera Nord

Ma non finisce mica qui. Domenica è anche San Martino e le Case popolari (di cui è stato inaugurato in settimana il nuovissimo sito Web) si animeranno, come da tradizione, per la festività.
Appuntamento a partire dalle ore 20:30 (presso la Saletta Civica di via Selo, 4), quando il consueto confusionario mix di residenti ed amici dei medesimi si imporrà un po’ di silenzio per visionare (tutti insieme) “L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi e perdersi nella nebbia dentro e fuori dal film, dentro e fuori di sè…

Clicca qui per scaricare la locandina con il programma (file .pdf, 882 KB)

San Martino alla Route Bligny
di Antonio Canovi

Via Bligny come la Route 66? Sì, perché via di frontiera, generata storicamente da stradello campagnolo in arteria della città operaia, quindi trasmutata, con il Centro internazionale “Malaguzzi”, nella strada più “inglese” (parlante) di Reggio.
Ma poi via Bligny, che aveva originato da via Adua, sbocca su piazzale Europa, che sta diventando un po’ il ventre della città immaginata, dove si affaccia il Tecnopolo che verrà e si mettono in scena le magie riciclate e riciclabili di Remida.

In via Bligny, oggi pure strada di culti collegati ai nuovi cittadini reggiani, stava il ritrovo degli operai delle “Reggiane” (che lo costruirono dopo la Liberazione) e tra i primissimi luoghi di aggregazione giovanile a praticare il nuovo linguaggio cinematografico negli anni ’50 e ’60 (c’è ancora chi ricorda le rassegne dedicate all’America Latina, ecc.).
Così, al momento di “rigenerare” questo stabile, la Cooperativa Case Popolari di Mancasale e Coviolo che ne ha assunto la proprietà ha pensato bene di affidare la gestione del sito a due entità che potessero riprendere quel filo rosso. A luglio vi ha messo sede lo Spi-Cgil, cui sono iscritti moltissimi, tra i lavoratori e le lavoratrici che hanno fatto la Reggio industriale del Novecento.
Ora è la volta di Eutópia, un’associazione fresca di idee e nutrita di competenze multidisciplinari volte alla “rigenerazione territoriale”

Atelier Bligny è il nome scelto per il nuovo spazio pensato da Alessandro Ardenti e Roberto Nasi di Dittongo in questa via Bligny, al civico 52.
Uno spazio che apre fisicamente sulla strada, anzi, sulla pista ciclabile: si entra da una grande vetrata, si guadagna una stanza cablata (uno dei progetti in opera, a cura di Daniele Castagnetti, si chiama “smart citizenship”), ci si può accoccolare su di una scaletta rigenerata per le proiezioni.
Non a caso, Nico Guidetti aprirà qui le iscrizioni alla Scuola Popolare di Cinema, una delle cose che a Reggio – città dell’educazione e dell’apprendimento – ancora manca.

Rigenerare nell’intergenerazionalità è il motto del progetto pensato da Eutópia. Ha trovato l’aperta simpatia e collaborazione da parte della Circoscrizione Nordest, del Cds – Villa Cougnet ed il sostegno de I reggiani, per esempio.

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