Cuori nel pozzo

Due anni fa, tramite il progetto L’Emilia nel cuore dell’Europa, ci eravamo confrontati con la vicenda dell’emigrazione emiliana del secondo Dopoguerra, quella diretta verso le miniere di carbone del Belgio.

Il lavoro del minatore era un’attività ormai rifiutata dalla popolazione locale, perfino da lavoratori sulla soglia della disoccupazione. Non dagli emigranti che vi venivano indirizzati sulla base di precisi accordi speculativi tra i governi.

Emblematico (nella sua tragicità) quello con il governo di Bruxelles, che tra il 1946 ed il 1957 attirò circa 140mila lavoratori italiani, oltre a 17mila donne e 29mila bambini.
Quasi tutti vivevano in villaggi di baracche, in condizioni di forte disagio e di isolamento sociale. Nelle miniere troppo profonde e mal attrezzate, gli incidenti erano frequenti: oltre mille i morti e 35mila gli invalidi in dieci anni, senza contare la silicosi che non ha risparmiato nessuno.
A trarre vantaggi erano invece i rispettivi governi: quello belga, che sfruttava una fonte energetica non ancora minacciata dal petrolio, e quello italiano che riceveva 200 tonnellate di carbone per ogni minatore.
L’epopea dei minatori del carbone in Belgio si concluse nel 1956 quando il governo italiano, a seguito della “catastrophe” di Marcinelle bloccò le partenze.

La tragica miniera belga
Settimana Incom, 16 agosto 1956 – Archivio Luce @ YouTube

L’occasione per riprendere la narrazione di questa memoria migrante, la fornisce l’incontro aperto al pubblico con Roberta Sorgato – autrice del libro “Cuori nel pozzo – Belgio 1956. Uomini in cambio di carbone” (Marsilio, 2010) – che il Cds ha il grande piacere di ospitare martedì 12 giugno, alle ore 17:00, presso la propria sede di via Adua, 57 – Reggio Emilia.

“Cuori nel pozzo”, che rievoca le condizioni di vita precedenti alla grande trasformazione degli anni Sessanta del Novecento, e la durissima realtà vissuta dagli emigrati italiani nelle miniere di carbone del Belgio, è un omaggio rivolto ai tanti che consumarono le loro vite fino al sacrificio estremo, per amore di quanti erano rimasti a casa, ad aspettarli.
Pagine spesso commosse, dedicate a chi lasciò il paese cercando la propria strada per le vie del mondo. Qualcuno fa i soldi, si afferma, diventa una personalità. Questi ce l’hanno fatta, tanti altri consumano dignitosamente la loro vita nell’anonimato.
Altri ancora muoiono in fondo a un pozzo, cadendo da un’impalcatura, vittime dei mille mestieri pesanti e pericolosi che solo gli emigranti accettano di fare. E il loro ricordo resta affidato alle famiglie.
Ora che cinquant’anni ci separano dalla nostra esperienza migratoria, vissuta dai predecessori per un buon secolo, la memorialistica si fa più abbondante. Esce dalla pudica oralità dei protagonisti, e grazie ai successori, più istruiti ed emancipati si offre alla storia comune attraverso le testimonianze raccolte in famiglia. Con la semplicità e l’emozione che rendono più immediata e commossa la conoscenza.

Ulderico Bernardi per Marsilio Editore

Spaccato della realtà storica, economica, sociale, culturale e politica dell’Italia alla fine della guerra e ritratto della massiccia emigrazione dei lavoratori italiani (in questo caso particolare, si tratta di minatori di origine veneta), “Cuori nel pozzo” ricostruisce anche la sciagura di Quaregnon, avvenuta l’8 febbraio 1956: nel bacino carbonifero del Rieu du Coeur Nord, 8 minatori (tra loro 7 italiani) lasciano la vita nei pozzi di escavazione.
Tra questi, Giovanni Sorgato, il padre di Roberta.

Programma dell’evento
Clicca sull’immagine per scaricare la locandina stampabile (file .pdf, 1 MB)

“Cuori nel pozzo – Belgio 1956. Uomini in cambio di carbone”
Pozzi neri nel cuore dell’Europa. Il carbone, le stragi sul lavoro, la memoria degli italiani in Belgio

Sonia Salsi
intervista Roberta Sorgato, autrice di “Cuori nel pozzo – Belgio 1956. Uomini in cambio di carbone” (Marsilio, 2010)

Ne discutono:
Anna Livia Pelli, responsabile Biblioteca Santa Croce – Reggio Emilia
Lorenzo Bertucelli, storico dell’Europa, Laboratorio di storia delle Migrazioni, Università di Modena e Reggio Emilia
Jonathan Mastellari, Associazione culturale italo-belga “Bologna-Bruxelles A/R” – Bologna
Laura Salsi, presidente Filef – Reggio Emilia

Commento per immagini a cura di Daniele Castagnetti

Saluto di Roberta Pavarini, presidente Circoscrizione Nordest – Reggio Emilia

Presiede Antonio Canovi, storico della memoria, responsabile scientifico Cds – Villa Cougnet

Al termine dell’incontro verrà offerto un aperitivo per salutare l’inizio dell’estate

Roberta Sorgato, nata in Belgio da genitori italiani, abita in provincia di Treviso, dove insegna.
Come autrice ha esordito nel 2002 con il romanzo per ragazzi “Una storia tutta Pepe”, seguita nel 2004 da “All’ombra del castello”, entrambi editi da Tredieci.
È del 2005 la prima edizione del romanzo “La casa del padre” (Canova), del 2008 la seconda edizione (Tracce).

Un evento promosso da Circoscrizione Nordest – Reggio Emilia e Cds – Villa Cougnet, in collaborazione con Biblioteca Santa Croce (Reggio Emilia), Associazione “In Volo Libero” (San Polo di Piave – Tv), Associazione culturale italo-belga “Bologna-Bruxelles A/R” (Bologna), Filef – Reggio Emilia, Laboratorio di storia delle migrazioni (Università di Modena e Reggio Emilia)

Clicca qui per scaricare la locandina stampabile (file .pdf, 1 MB)

Video di presentazione di “Cuori nel pozzo” presso la Sala del Mappamondo di Montecitorio

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