L'Emilia nel cuore dell'Europa

Rileggere le vicende (e la rappresentazione) dell’emigrazione e del lavoro emiliano in Belgio. E’ quanto si propone il convegno L’Emilia nel cuore dell’Europa, in programma a Modena nei giorni giovedì 21 e venerdì 22 ottobre 2010, a cura dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

L’Europa unita nasce sullo sfruttamento (e anche sulle tragedie) del lavoro in miniera. E in miniera c’è anche un po’ di Emilia, a forgiare il cuore di carbone e acciaio della nuova Comunità. 

Nel Belgio del secondo dopoguerra, gli accordi di scambio tra manodopera e materie prime (la materia prima: il carbone, appunto) costituiscono il punto di partenza del nuovo ordine economico continentale e incoraggiano la ripresa dei grandi flussi migratori di lavoratori ad esso essenziali. Una storia di emigrazione imponente e diffusa, il cui riflesso (diremmo oggi appropriatamente) glocal nella società emiliano-romagnola di allora fu tutt’altro che trascurabile.

Se tra il 1946 e il 1948 sono 63.888 gli italiani reclutati per le miniere del Borinage e del Limburgo, 2mila di questi provengono da Modena. Ed è sempre questa provincia a pagare il costo più in alto in termini di vite umane perse sul lavoro. Quando l’8 agosto 1956 esplode il fondo del pozzo Saint-Charles del Bois du Cazier, a Marcinelle, periscono Giuseppe Geti (Prignano sulla Secchia), Lino Gherardini e Adolfo Mazzieri (Pavullo nel Frignano).
Una tragedia immane nei numeri complessivi: su 262 minatori morti, 139 sono di origine italiana. Per la prima volta, i minatori italiani divengono “visibili” in Belgio e finalmente il governo italiano alza la voce, arrivando alla sospensione della fornitura di minatori. Dopo Marcinelle, il Belgio si rivolgerà altrove per reperire manodopera da spedire nel sottosuolo: cominceranno ad arrivare marocchini e turchi, ma ancora, per molti anni, italiani delle province più povere, dall’interno della Sicilia, dalle montagne dell’Abruzzo, dalla piana del Salento.
In Emilia-Romagna, a partire dalla metà degli anni ’60, prende quindi corpo un flusso contrario. Sono i cosiddetti rientri, ma a ben guardare per molti rappresenta un’ulteriore tappa migratoria: in attesa di avere la pensione, si va a lavorare nel comprensorio ceramico. Perciò un’attenzione particolare è stata prestata a tre località scelte come caso di studio: Pavullo nel Frignano (da cui proveniva un’intera squadra di lavoratori presente nel 1956 a Marcinelle), Sassuolo e Scandiano (in quanto poli attrattivi di un tumultuoso sviluppo industriale, tra gli anni ’60 e ‘70).

L’occasione per riscoprire le tracce delle migrazioni e per ritrovarne la memoria – ormai ai margini del senso comune e del discorso pubblico – giunge quindi con questa due-giorni, articolata in un intenso programma di studio e dibattiti: attraverso un ampio percorso d’analisi sarà sviluppato un ragionamento interpretativo plurale e multidisciplinare sul fenomeno dell’emigrazione verso il paese delle miniere. Parallelamente, un successivo focus sarà centrato sulla presenza attuale degli italiani in Belgio, ovvero sul loro rapporto con il lavoro (si tratta di un’emigrazione eminentemente operaia), con la nazionalità (se rimanere italiani o diventare belgi), con la lingua (il tasso di sopravvivenza dell’italiano), con l’associazionismo presente sul territorio, con la propria autorappresentazione.

Ulteriori informazioni e materiali relativi al progetto L’Emilia nel cuore dell’Europa sono disponibili per la consultazione in questa sezione di approfondimento. E’ inoltre possibile consultare un breve abstract (qualora sia già disponibile) degli interventi dei singoli relatori, cliccando sui loro nominativi.
Il programma del convegno è disponibile di seguito per esteso oppure è scaricabile come brochure in formato .pdf.

L’Emilia nel cuore dell’Europa
Emigrazione in Belgio: storie e memorie di molte partenze e di qualche ritorno

Modena, 21-22 ottobre 2010
Aula magna – Facoltà di Lettere e Filosofia
Università di Modena e Reggio Emilia

Largo Sant’Eufemia, 19 – Modena

Programma

Giovedì 21 ottobre

Ore 9:00

Saluti delle Autorità
Claudio Baraldi, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia
Gian Paolo Caselli, Consigliere d’amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Luciano Vecchi, Assemblea legislativa, Regione Emilia-Romagna
Silvia Bartolini, Presidente della Consulta regionale degli emiliano-romagnoli nel mondo

Ore 9:30 – 13:00

I sessione
Dopo la guerra: migrazioni di lavoro, accordi bilaterali, insediamento nei paesi d’arrivo

Presiede e introduce Lorenzo Bertucelli, Università di Modena e Reggio Emilia

Anne Morelli, Université Libre de Bruxelles
L’accordo italo-belga del 1946: uomini contro carbone

Michele Colucci, Università della Tuscia
Il governo delle migrazioni nell’Europa del dopoguerra e la politica migratoria italiana

Sandro Rinauro, Dipartimento Studi Internazionali dell’Università Statale di Milano
Emigrare comunque: i lavoratori italiani nella ricostruzione dell’Europa

Flavia Cumoli, Université Libre de Bruxelles
Gli italiani in Belgio: strategie di reclutamento e di insediamento

Dibattito

Pausa pranzo

Ore 15:00 – 18:30

II sessione
Tra Italia e Belgio: spazi migratori e soggettività migranti

Presiede Anne Morelli

Antonio Canovi, Laboratorio Geostorico Tempo Presente, Reggio Emilia
Partire dall’Emilia-Romagna: storie, itinerari, approdi

Nora Sigman, Università di Modena e Reggio Emilia
Ritornare a casa? Racconti di rientri a Modena

Pausa caffè

Clelia Caruso, Universität Trier
Nella Vallonia “italiana”. Sociabilità e memoria dell’emigrazione: Seraing e l’Associazione “Leonardo da Vinci”

Dino Nardelli, Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea
Emigrazione e “vai e vieni” tra Umbria e Belgio

Dibattito

Ore 20:00

Cena con “Videoappunti per un docufilm”, materiali dalla ricerca sul campo (Belgio/Italia 2009-2010)
A cura di Daniele Castagnetti

Venerdì 22 ottobre

Ore 9:30 – 13:00

III sessione
Minatori, emigranti, cittadini: una questione di rappresentazione

Presiede Antonio Canovi

Anna Caprarelli, Università della Tuscia
Il Meyer censurato. Quando il Belgio non voleva raccontare gli italiani

Loredana Bianconi, Documentarista, Bruxelles
“Avec de l’Italie qui descendrait l’Escaut”. Uno sguardo transnazionale

Paola Manno, Storica e documentarista, Lecce
Emigranti salentini in Belgio: “Lu core suttaterra”

Catia Monacelli, Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti”, Gualdo Tadino
La voce dei protagonisti: una riflessione antropologica sui materiali audiovisivi del Concorso “Memorie Migranti”

Dibattito

Ore 20:00

Cena

Discussione progetti di collaborazione internazionale

Informazioni
telefono: +39 059.2055951
e-mail: lorenzo.bertucelli@unimore.it

Clicca sui link per il programma (file. pdf, 1,28 MB) e la locandina (file. pdf, 1,32 MB) dell’evento

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