Progettare memoria, fare cittadinanza

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria, ma Eutópia di giornate della memoria è pronta ad offrirvene ben tre.

“Progettare memoria, fare cittadinanza” è un lungo percorso di appuntamenti, che si svilupperà appunto per 55 ore (quasi consecutive), dal pomeriggio si sabato 25 fino alla serata di lunedì 27. Come ormai consuetudine, molto ruoterà attorno al principale baricentro costituito dall’Atelier Bligny (in via Bligny, 52 – Reggio Emilia), con qualche interessante diversione in direzione di altri luoghi della memoria.

Per tutti quelli che vorranno unirsi a noi, ecco il programma integrale della manifestazione.

18 gennaio 2014, Progettare memoria, fare cittadinanza (grafica Daniele Castagnetti)

Sabato 25 gennaio
@ Atelier Bligny

Ore 14:00 – 17:00
Laboratorio di formazione
Europa Europa! Le nuove opportunità della Commissione Europea Scienze Umane (2014-2020), con Maria Chiara Verrigni (Associazione I 14 Metriquadri, Terni).
Partecipano Stefania Ficacci (Associazione Italiana Storia Orale) e Daniele Castagnetti (Eutópia)

Ore 17:00 – 18:00
Corale selvatica di via Bligny
Repertorio popolare e di lotta, con il maestro Tiziano Bellelli

Ore 18:00 – 20:00
Inaugurazione esposizione fotografica “I geni dell’antifascismo”, scatti di Veronica Mecchia (Parigi), allestimento Dittongo (Reggio Emilia).
Saranno presenti Simone Cheneau Iemmi (presidente Fratellanza Reggiana – Parigi), Patrizia Molteni (presidente Associazione Emilia-Romagna – Parigi), Valerio Timperi (storico, vicepresidente Associazione nazionale partigiani d’Italia – Parigi), Silvia Bartolini (presidente Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo), Laura Salsi (presidente Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie – Reggio Emilia), Antonio Zambonelli (segretario Associazione nazionale Partigiani d’Italia – Reggio Emilia, che patrocina l’iniziativa).
Introduce: Sandra Palmieri (presidente Eutópia).

Questo che segue è il testo di presentazione a cura di Simone Cheneau Iemmi, nata a Drancy nel 1940 da padre operaio “Reggiane” fuggito in Francia per via del fascismo, la madre nata in via Faiti, ovvero dove stanno le Case Popolari Indivise di Mancasale.
Parole emozionate ed emozionanti, che scaturiscono dentro la storia dell’antifascismo europeo, trasmettono una memoria collettiva, la nostra memoria.

Partisans et resistants, les gênes de l’antifascisme

Il y a 90 ans qu’ ils sont partis d’Italie pour fuir le fascisme. Les nôtres venaient d’Emilia, de la colline, de la montagne de la pianura, de la ville. Dans la campagne, dans les villes, les usines, ils s’étaient forgé une conscience politique. Syndicalistes, militants politiques, ou simplement rebelles devant la montée de la vague noire de l’oppression fasciste, menacés, blessés dans leur chair, ils ont franchi les Alpes par tous les moyens, y compris à pied. Souvent, à l’arrivée, un camarade les attendait.

Ils ont continué la lutte au sein des entreprise françaises où ils avaient trouvé du travail: usines, mines de charbon, carrières de gypse comme à Argenteuil. Ils ont commencé à s’intégrer, mais le sens de leur appartenance à une émigration particulière et l’amour du pays perdu les a rendu solidaires. Les transfuges des Officine “Reggiane” étaient de bons ouvriers, certains ont créé leur petite entreprise.

Ils se croyaient à l’abri, une nouvelle vague, brune celle-la, les a rattrapés. Ils ont repris la lutte clandestine, en France, en Italie, en Espagne.
Leurs enfants avaient poussé sur le terreau de l’antifascisme de leurs parents; quand vint la guerre, ils furent juste assez grands pour, à leur tour, donner leurs mains, leur âme, à la Résistance et parfois leur vie pour ce qui était leur nouveau pays.

Rino della Negra était de ceux-la, il avait grandi au sein du quartier de Mazagran à Argenteuil, quartier peuplé essentiellement d’émigrés de Cavriago. Inès et Gaby étaient ses compagnes de lutte.

La Fratellanza Reggiana a maintenant 80 ans d’existence; elle fut, dès son origine l’un des points de ralliement de ces émigrés: toutes ces années elle a développé un rôle d’assistance entre ses membres et avec l’Italie, et de maintien de notre culture. Cesare Campioli fut un des membres fondateurs, Gina Pifferi une Présidente révérée.

Nous qui sommes les héritiers, nous avons décidé d’être des “passeurs de mémoire” en nous adressant tant aux adultes qu’aux jeunes. Notre tâche a été de recueillir et de restituer les témoignages des enfants de ces antifascistes et de ceux qui ont vécu les heures noires du nazisme, ces combattants qui n’ont jamais voulu se contenter d’accepter l’inacceptable, et aussi de voir comment ils ont transmis leurs valeurs à leurs descendants, leur entourage. Ce patrimoine humain de plus en plus fragile se devait d’être conservé de toute urgence.

Nos pas nous ont également conduits en Belgique, à Liège, à Namur, à Genk, pays de charbon, où d’autres résistants italiens ont laissé la trace de leur action.

Merci à tous ceux qui ont participé à cette recherches, les témoins, bien sûr mais aussi tous ceux qui nous ont aidés.

Novant’anni fa sono partiti per sfuggire al fascismo. I nostri venivano dall’Emilia, dalle colline, dalla montagna, dalla pianura, dalla città. In campagna, in città, nelle fabbriche si erano forgiati una coscienza politica. Sindacalisti, militanti politici o semplici ribelli di fronte all’ondata nera dell’oppressione fascista, minacciati, feriti nella carne, hanno attraversato le Alpi con ogni mezzo, persino a piedi. Spesso, all’arrivo, un compagno li aspettava.

Hanno continuato la lotta nelle ditte francesi in cui avevano trovato lavoro: fabbriche, miniere di carbone, cave di gesso come ad Argenteuil. Hanno cominciato a integrarsi ma il senso di appartenenza a un’emigrazione particolare e l’amore per il paese che si erano lasciati alle spalle li hanno resi solidali. I transfughi delle Officine “Reggiane” erano bravi operai, alcuni hanno creato le loro imprese.

Si credevano al riparo, ma nuova ondata, bruna stavolta, li ha raggiunti. Hanno ripreso la lotta clandestina, in Francia, in Italia, in Spagna.
I loro figli erano cresciuti su un terreno fertile di antifascismo; quando scoppiò la guerra erano abbastanza grandi per dare a loro volta anima e corpo alla Resistenza, a volte anche la vita, per il loro nuovo paese.

La Fratellanza Reggiana esiste da 80 anni; è stata, fin dalle origini, un punto di raduno di questi emigrati: per tutti questi anni ha sviluppato un ruolo di assistenza tra i suoi aderenti e tra questi e l’Italia così come ha mantenuto un legame con la cultura di origine. Cesare Campioli è stato uno dei membri fondatori, Gina Pifferi una Presidente profondamente rispettata.

Noi che siamo gli eredi, abbiamo deciso di essere dei “traghettatori di memorie” rivolgendoci sia ai giovani sia agli adulti. Il nostro compito è stato di raccogliere le testimonianze di figli di antifascisti e di chi ha vissuto le ore buie del nazismo, quei combattenti che non si sono mai accontentati di accettare l’inaccettabile. Abbiamo anche voluto vedere come hanno trasmesso alle generazioni successive i loro valori. Era urgente conservare questo patrimonio umano sempre più fragile.

La nostra ricerca ci ha condotto anche in Belgio, a Liegi, a Namur, a Genk, paese di carbone, dove altri resistenti italiani hanno lasciato traccia del loro passaggio.

Come tutte le ricerche, neanche questa vuole essere esaustiva, ma speriamo di poter continuare a raccogliere testimonianze e che il sito Resistenti.eu diventi una “buchetta delle memorie” virtuale dove si possano depositare tanti altri racconti e tante altre immagini.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato a queste ricerche, i testimoni, ma anche tutti quelli che ci hanno aiutato.

Nel corso dell’inaugurazione verrà proiettato il documentario “Ines e Rino”, a cura di Chiara Zappalà (Parigi).

Ines e Rino. Partigiani ad Argenteuil

“Ines e Rino. Partigiani ad Argenteuil” da I geni della Resistenza France su YouTube

Dalle ore 20:00 alle ore 6:30 del mattino dopo
Proiezione integrale di “Shoah” di Claude Lanzmann.
Introducono e commentano nel corso della proiezione: Nico Guidetti (cineasta e documentarista), Daniele Valisena (storico delle migrazioni), Antonio Canovi (storico della memoria, Laboratorio di Storia delle Migrazioni – Università di Modena e Reggio Emilia), Lorenzo Bertucelli (storico dell’Europa, docente presso l’Università di Modena e Reggio Emilia).

Il trailer di “Shoah”

Il film in edizione integrale: parte prima | parte seconda | parte terza | parte quarta

Insieme alle parole, verranno distribuiti generi di conforto.
Consigliamo ad ogni partecipante di portare con sé un cuscino e un plaid.

Domenica 26 gennaio
@ Campo di concentramento di Fossoli (Carpi, Mo)

Alle ore 9:30, ritrovo in Atelier Bligny e partenza in automobile alla volta del Campo di Fossoli e del Museo del Deportato di Carpi.
La visita sarà accompagnata dagli storici Antonio Canovi e Daniele Valisena.

Lunedì 27 gennaio
@ Galleria Europa (Modena) ed Atelier Bligny

Alle ore 15:00, ritrovo in Atelier Bligny e partenza in treno alla volta di Modena, ove si prenderà parte alla conferenza di Irene Di Jorio, docente di Storia della comunicazione di massa all’Université Libre de Bruxelles: “Vendere Vichy (1940-1944). La Collaboration d’Etat fra problemi d’immagine e propaganda”.
Segue in loco la visita della mostra documentaria dedicata ai 44 bambini deportati di Izieu.

Di ritorno all’Atelier Bligny per le ore 19:00, dove Nico Guidetti, cineasta e documentarista, apre la seconda edizione della Scuola Popolare di Cinema.

La mostra “I geni dell’antifascismo” rimarrà visitabile fino a domenica 23 febbraio, previa richiesta.

Per ogni altra informazione è possibile contattare:
Eutópia – 
Antonio Canovi / 339.3399916

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