Quaderni Cds #3. Fare geostoria nel tempo presente

Per i Quaderni del Cds è l’ora della terza uscita: è stato infatti presentato il volume “Fare geostoria nel tempo presente”, ultimo edito all’interno della collana curata dai ricercatori di Villa Cougnet.

Il volume propone numerosi interventi di insegnanti, educatori, storici e sociologi con alle spalle esperienze didattiche di educazione alla cittadinanza. I contributi sono stati poi raccolti a cura di Antonio Canovi, Lorena Mussini e Sandra Palmieri, a costituire una trama composta da tre differenti percorsi di riflessione.

Il primo su alcuni progetti didattici sperimentati dal Comprensivo “Galilei”; il secondo, attivato con l’Istituto Superiore Liceale “Canossa”, sul confronto di parole chiave quali “Luogo, Paesaggio, Territorialità, Transizione, Mobilità“; il terzo, connesso alla nascita del Cds di Villa Cougnet, dà conto di quanto si sta muovendo attorno alla figura dell’Ecomuseo Urbano.

Alla presentazione del volume sono intervenuti, oltre ai curatori, Maurizio Gusso, presidente di Iris (Milano), Guido Fontana (Ecomuseo Urbano di Torino) e Fabio di Marco, referente del progetto Ecomuseo Circoscrizione 2 di Torino.

Antonio Canovi ha iniziato la sua riflessione traendo spunto dal pensiero di Georges Perec: lo spazio è un dubbio, occorre marcarlo e designarlo, altrimenti cola come sabbia tra le dita. D’altronde, è sempre lo stesso Perec a suggerire che luoghi immobili e intangibili non ne esistono: si tratta di imparare a raccontarli nello spazio che cambia, quindi di farne esperienza.
Il terzo quaderno del Cds dà conto di questa esperienza, per come nell’ultimo lustro è maturata a partire dalle “buone pratiche” esperite nell’ambito del progetto di educazione alla cittadinanza Educa il luogo, nato nel 2003 dall’azione congiunta della docente Giuliana Ferrari dell’Istituto Comprensivo “Galilei” e dello stesso Canovi.

Come mai – ci si potrà chiedere – una Circoscrizione investe risorse per promuovere studi locali e azioni educative e didattiche?
Per non lasciare troppo solo il singolo cittadino alle prese con il “dubbio” di Perec, accompagnandolo lungo un cammino di appaesamento nel paesaggio che cambia. E’ allora necessario porre trasformazioni e cambiamenti dentro il flusso storico, per renderli a noi intelligibili.

Che cosa rappresenta storicamente il nord della città? Un territorio che, per la sua collocazione geostorica da oltre un secolo a questa parte si configura come l’autentica “frontiera” della città.
Da questa porta d’accesso, infatti, sono entrate nell’ultimo secolo tutte le principali novità, dall’industrializzazione – con le “Reggiane” e il primo insediamento multiculturale del “Cairo” in Santa Croce – sino all’Alta Velocità che impone una nuova gerarchia urbana, passando per il casello autostradale e i nodi della grande distribuzione commerciale.

Maurizio Gusso ha proposto una riflessione sull’attuale insegnamento della storia e della geografia, che dovrebbero a suo parere essere strettamente connesse tra loro e all’educazione civica, mentre la tendenza generalizzata è quella della separazione netta tra le varie materie di insegnamento. La conseguenza è uno sfasamento dei contenuti appresi e il disinteresse degli studenti verso materie che appaiono loro come esclusivamente nozionistiche e prive di legami con la realtà.

Fontana e Di Marco hanno invece esposto la loro esperienza di gestione degli Ecomusei di Torino, una realtà ormai affermata che si propone di conivolgere la cittadinanza, ed in particolare i giovani, in un’esperienza fortemente partecipativa del territorio e della sua storia.
Gli Ecomusei si situano sul territorio della città di Torino in modo capillare, uno per Circoscrizione, e le loro attività sono strettamente legate alla storia e alla geografia della porzione di territorio in cui si trovano: in questo modo vengono recuperate alla memoria della cittadinanza le peculiarità del territorio, svolgendo anche un’azione aggregativa e partecipativa, e di educazione civica.

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