Incanto a Nordest: eventi tra suggestione e memoria

Tra Mancasale e Santa Croce, nel Nord della città, in un piccolo incrocio tra le vie Selo e Candelù si intrecciano da sempre diverse storie e suggestioni. Da oggi la geografia della narrazione pubblica della memoria del quartiere (creato cent’anni fa dallo sforzo e dalla solidarietà dei cooperatori) e del suo impegno antifascista e resistenziale va ad arricchirsi di due nuovi “punti di interesse”.

E’ in un uggioso pomeriggio di aprile che hanno avuto luogo due importanti eventi, in questo senso tra loro strettamente connessi (clicca qui per visualizzare la locandina).

Presso la palazzina di via Selo, 2 è stata scoperta una stele alla memoria del partigiano Anselmo “Eimo” Ferrari (originario proprio delle Case operaie di Mancasale), nel 65mo anniversario della sua uccisione avvenuta a Pratofontana.
La stele, in metallo con illuminazione a led, è stata progettata dagli architetti del Laboratorio Oltreluogo per corrispondere ad un bisogno diffuso di rammemorazione, cioè di narrazione pubblica della memoria nel tempo presente. Il monumento è stato quindi concepito come “aperto”, come un corpo vivo sul quale – grazie al “lavoro della memoria” – si possano iscrivere in seguito nuovi segni memoriali, ovvero narrazioni ulteriori.

Quest’anno si comincerà con le seguenti iscrizioni:

“Qui alle Case Operaie/dove il verbo di Prampolini si fece Cooperativa/il Socialismo ha educato alla giustizia/l’Antifascismo tesse la Comunità dei Liberi/Luogo di eutopia”

“Oggi 24 aprile/ricorrendo 65 anni dalla morte di Eimo Ferrari/troncato nell’alba della sua gioventù/partigiano e qui residente in via Selo 5/I cooperatori di Mancasale e Coviolo posero”

Anteprima. Immagini della stele durante la fase di realizzazione

Clicca sui link seguenti per visualizzarne il prospetto e il pannello.

Subito dopo, la presentazione del Fotoracconto – Costruire ed abitare insieme (curato dal Laboratorio Oltreluogo in collaborazione con la Circoscrizione Nordest, la Cooperativa Case Popolari di Mancasale e Coviolo e il Centro di Documentazione Storica di Villa Cougnet) ha inaugurato la nuova Sala Civica delle Case popolari, ricavata dalla Cooperativa nel proprio stabile di via Selo, 4 (clicca qui per visualizzare la locandina).

Anteprima. Immagini della nuova Sala Civica durante l’allestimento


Il fotoracconto sull’abitare popolare è stato inserito tra le mostre che accompagneranno l’edizione 2010 di Fotografia Europea, nella sezione Quartieri illuminati (cliccando sul titolo, è possibile visualizzare il programma degli eventi nell’area Mancasale-Santa Croce).

Nelle note di presentazione si accenna a “il fascino, la forza di seduzione esercitata da cose o persone incontrate, oppure semplicemente osservate, innesca memorie e rituali che producono talvolta un portato di carattere straordinario. Dalla magia di un incontro, dalla particolare lentezza di alcuni pensieri viandanti può nascere la recondita ma comune speranza di assimilare, coniugandoli, i tanti pensieri individuali per farne un’unica sostanza: il senso di comunità”.

L’esperienza comunitaria delle Case Popolari di Mancasale è, ancora una volta, il punto di partenza: se la rammemorazione della figura di “Eimo” Ferrari ne racconta la storia, le immagini qui proposte gettano invece lo sguardo verso realtà similari a quelle della Cooperativa.
Il fotoracconto narra, appunto, dell’esperienza di scambio vissuta lo scorso autunno nel Jura francese dai cooperatori di Mancasale, che hanno preso parte alla giornata di studi dedicata a Construire et habiter ensemble, invitati dall’associazione “La Fraternelle” di Saint-Claude.
Il convegno si è tenuto nelle sale della bellissima Maison du Peuple locale, diretta espressione della grande tradizione operaia e cooperativa che ha fatto di questa cittadina, incassata tra veri e propri canyon di montagna, uno dei poli mondiali nella lavorazione dei diamanti.
A Saint-Claude si è aperta una riflessione che ha toccato aspetti storici, giurisprudenziali, architettonici, finanche antropologici. Le immagini proposte in questo report testimoniano come i cooperatori reggiani e quelli francesi si siano legati tra loro grazie a una trama di proficui scambi culturali ed esperienziali.

La mostra fotografica resterà aperta fino al 30 giugno 2010 con i seguenti orari:
venerdì e sabato 14:30 – 18:30
domenica 10:00 – 12:00 e 14:30 – 17:00
(su prenotazione apertura anche il mercoledì 16:00 – 19:00)

23 aprile 2010: ventiduemila bombe… al Pigal
Il lungo prologo alle giornate di Fotografia Europea 2010 prevedeva un’ulteriore anteprima venerdì 23 aprile.
Presso il circolo Arci “Pigal” (via Petrella, 2) e con la collaborazione di Istoreco, si è tenuta la presentazione del libro “22.000 bombe su Reggio Emilia”, a cura di Amos Conti e Michele Becchi (Edizioni Diabasis).
Collegata a questo evento è la mostra fotografica dedicata al bombardamento delle “Reggiane” e dei quartieri adiacenti: le immagini esposte, provenienti dai fondi dei fotografi Enzo Bigi e Renato Losi, ritraggono alcuni momenti drammatici delle incursioni aeree durante l’ultima guerra che stravolsero Santa Croce e il grande stabilimento industriale.

L’esposizione sarà comunque aperta ai visitatori fino al 2 giugno 2010 e osserverà i seguenti orari:
lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì 12:00 – 24:00
martedì chiusura
sabato 9:00 – 24:00
domenica 9:00 – 22:00

Clicca sui link seguenti per visualizzare la locandina e il manifesto dell’evento

Per ulteriori informazioni:
0522.516860
Circoscrizione Nordest

circoscrizione.nordest@municipio.re.it

cds@municipio.re.it

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