Micropassioni cooperative e mutualismo rasoterra

(Quasi) tutto pronto alle Case operaie di Mancasale per la seconda edizione della Sagra cooperativa Da ciascuno secondo le sue possibilità: come l’anno scorso, le vie Selo e Candelù si animeranno per due intere giornate (sabato 29 e domenica 30 settembre) a dar vita ad un programma ricco di eventi e di opportunità di socialità.

Una rassegna allegra e popolare di micropassioni cooperative e mutualismi rasoterra. Il tutto si svolgerà secondo un format collaudato e di successo, firmato in tandem da Eutópia e da Dittongo Architetti ed adottato dalla Cooperativa Case Popolari per aprirsi alla partecipazione degli amici consueti ed alla curiosità dei visitatori occasionali.

Il programma della manifestazione
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Segnaliamo due eventi importanti, previsti in sequenza per la serata di sabato 29.

A partire dalle 21:30, presso la Saletta Civica, Nico Guidetti ci presenterà il film “Vivere senza soldi” di Line Halvorsen (52′, 2012, produzione EiE Film).
Il documentario ci racconta la vita di Heidemarie Schwermer, una donna tedesca di 68 anni che da 14 anni sostiene una scelta estrema: non usare più soldi. Con un’unica valigia di vestiti lascia il suo appartamento e regala tutto ciò che possiede, cambiando radicalmente la sua intera esistenza. Oggi, 14 anni dopo, continua a vivere quasi del tutto senza soldi e dichiara di sentirsi sempre più libera e indipendente.
Il film la segue nella sua quotidianità mostrando le continue sfide che questo stile di vita alternativo comporta. Heidemarie è infatti sempre in viaggio, ospite per qualche giorno di vecchi e nuovi amici e disposta a incontrare persone mai viste prima. Quello che era iniziato come un sistema di scambio, di favori per sostituire il valore dei soldi oggi è diventato un vero e proprio modo di vivere che la vede impegnata nell’aiutare gli altri a trovare la propria strada per una vita più semplice e in armonia.

“Vivere senza soldi” – Trailer

A seguire, ecco il documentario “Itaca” di Antonella Monzoni e Simone Soncini (15′, 2011).
Itaca è il nome della palazzina in via Faenza 53, a Modena, il “progetto” pensato, fortemente desiderato, sudato con tante fatiche e sacrifici, iniziato da un gruppo di persone alla fine degli anni ‘90.
Persone che si sono incontrate quasi per caso durante le lunge code burocratiche-politiche dell’assegnazione casa, condite spesso da dosi di speculazione. E che hanno deciso di “costruirsela da soli” questa casa, di crearla col cuore, un cuore verde, utilizzando la bioarchitettura, una parola ancora poco considerata alle soglie del nuovo millennio, un nuovo modo di pensare e abitare, per vivere con maggiore consapevolezza e combattere gli elementi dannosi per l’ambiente e le persone.
Hanno usato la fantasia al massimo delle proprie potenzialità: ogni nucleo familiare ha pensato al proprio appartamento in maniera del tutto slegata dagli altri, con pochi compromessi di progettazione e costruzione.

“Itaca” – Versione integrale

Vi aspettiamo!

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