Sì caro all'Ariosto. E a noi?

Sì caro all’Ariosto. E a noi? è il titolo scelto per l’esposizione che animerà il Mauriziano dal 30 agosto al 9 settembre 2012.

Curato dalla Circoscrizione Nordest in collaborazione con il Cds – Villa Cougnet, il percorso espositivo si svilupperà attraverso i testi e immagini proposti da Antonio Canovi, Carlo Baja Guarienti, Vida Borciani, Roberta Pavarini e Daniele Castagnetti. Richiedendo idealmente ospitalità a Ludovico Ariosto, tenterà di raccontare come se la passa il suo “Mauricìan”, ricostruirne la matrice storica e riappaesarvisi di nuovo, in buona compagnia con quanti, amici del Poeta e del Fresco Rio, tengono a una rigenerazione di questo sito.

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Il calendario degli eventi collegati alla manifestazione prevede anche una nuova edizione di Giralastoria.
Ormai un vero e proprio classico del genere, quello in programma domenica 2 settembre: ricalcando il percorso collaudato un anno fa, i partecipanti si districheranno lungo le piste che dal Mauriziano conducono alla Reggia di Rivalta.

Il clou, nella giornata dell’8 settembre: dopo il successo dello scorso anno, la giornata celebrativa del compleanno dell’Ariosto prevede anche in questa occasione un nuovo grande evento pomeridiano di conversazioni e riflessioni dedicate alla storia del luogo, in compagnia di architetti, storici, letterati, archeologi e musicisti…

Il Mauriziano
di Antonio Canovi

Il Mauriziano se ne sta adagiato “fuori porta”, al di là dal torrente Rodano, la soglia storica che contrassegna a ovest il passaggio dalla città al forese.
Prende il nome dalla Villa in cui sorge, con la bella chiesa parrocchiale dedicata a San Maurizio: “di guardia” sul lato nord della Statale n. 9 “Emilia”, nei pressi del ponte sul Rodano, tradizionale posto di sorveglianza della città. Non a caso il luogo riverbera la memoria di armigeri e battaglie, da quella combattuta tra austro-napoletani e napoleonici (tuttora ne sono visibili i segni sulla facciata della chiesa) agli scontri consumati nell’imminenza della Liberazione tra partigiani e nazifascisti.
Sul lato sud della statale, in sinistra Rodano, sorgeva un importante mulino (detto “dell’Ariosto”) e magazzini di granaglie, quindi la borgata popolare detta “Venezia” per via dei canaletti che la solcavano.

Siamo in un territorio storicamente ricco di risorgive e fontanili, come testimonia tuttora la sopravvivenza dell’Ariolo (che funge a ovest da confine del Mauriziano). La collocazione geostorica liminale – alla via consolare che ha generato la regione, al sistema anfibio matrice dell’insediamento padano, alla proiezione storica della città medievale – fa del Mauriziano un luogo baricentrico in relazione alla morfologia della città contemporanea.

Qui sta la suggestione primaria del sito: un luogo che si offre al visitatore, nonostante le reiterate significazioni monumentali perseguite dall’Unità ad oggi, come “non finito”.
Al Mauriziano, sospesa o incompiuta che ne sia la narrazione pubblica, si continua ad andare. Questa è la notizia.
Si va come ad una sorgente pietrificata di poetiche grandezze, verso cui serbare silenziosa ammirazione; ma poi, quando si abbia modo di prestare orecchio all’aritmia di quel respiro, vi si ritorna.

Abitare una geografia di confini spazio-temporali. Farne esperienza.
Il “non finito” insito nella narrazione del Mauriziano va accolto come il connotato più autentico e originale di un luogo matrice generativo, che sa farsi metafora e proiezione della città contemporanea, per definizione cangiante.

Il Mauriziano, luogo di impegno poetico
di Roberta Pavarini (Presidente Circoscrizione Nordest)

Questa mostra mette in evidenza un luogo della città che risuona di memoria e ambisce a rigenerarla, un sito che sta a significare una volontà di rifondare un senso di appartenenza.

Il Mauriziano è luogo, più che conosciuto, da conoscere; racchiude una capacità evocativa ed educativa concreta e su questa potenzialità in questi anni ci è sembrato giusto e doveroso lavorare, a noi che abbiamo il mandato istituzionale di occuparci dell’interesse generale, del bene comune, della crescita individuale e collettiva a anche perché no della felicità delle persone.

Scopriamo un Ariosto, prima che un poeta ed un ufficiale di governo, con un po’ di pianto in fondo all’anima, un uomo direi cortigiano per necessità, ma libero interiormente, che sopporta con filosofia le rinunce che reputa inevitabili.
Dalla mano che ha scritto di cavalieri, armi ed amori non ci aspetteremmo forse un ancoraggio così forte ed una rassegnazione così lucida e responsabile di fronte alla realtà.
Da amministratrice pro tempore della cosa pubblica mi ha colpito leggere di un Ariosto che così si confessa: «…io non son uomo da governare altri uomini; ché ho troppa pietà e non ho fronte di negare cosa che mi sia domandata».
Un parallelismo che credo si confronti non solo con una dimensione personale, ma più ampia, che m’interroga.

Trasmettere questa dialettica tra fantasia e realtà, tra pensiero ed azione, tra stare ed andare rimanda alla condizione umana di abitare sulla soglia di un presente che vogliamo vivo, partecipato, cui ci si attacca pur nelle difficoltà per avanzare verso prospettive nuove e di necessario cambiamento.
Sta in questa tensione universale che io ho sentito nell’avvicinarmi alla casa Malaguzzi la ricchezza di un luogo poetico che cattura chiunque ne faccia esperienza, un luogo quindi che non solo merita attenzione, ma impegno e sogno.

“Sì caro all’Ariosto. E a noi?”
Dal 30 agosto al 9 settembre 2012

Il Mauriziano (via Pasteur, 11 – Reggio Emilia)

Apertura al pubblico: tutti i giorni 9:00 – 12:00 (in altri orari solo su appuntamento)

Info: 0522.585596 | e-mail

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