Cantar bisogna

Ospitiamo volentieri (e ve ne consigliamo la lettura) l’ultima edizione della rivista “La Piva dal Carnér”, che offre (a celebrazione del settantesimo anniversario della Liberazione) un numero monografico dal titolo “Cantar Bisogna”.

Si tratta di una poderosa rassegna critica dedicata al canto sociale e alle canzoni partigiane a Reggio Emilia. Curatore della ricerca (che chiude un percorso di fatto avviato nelle pubblicazioni precedenti) è il nostro Antonio Canovi

Vi anticipiamo qui il meno possibile e vi auguriamo buona lettura.

“La Piva dal Carner”, n° 9 (aprile 2015)

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18 commenti a Cantar bisogna

  • Bruno Grulli

    Complimenti per la riuscitissima iniziativa di Casa Rabona e per l’intervista ad Antonio Canovi in Telereggio

  • Denis Ferretti

    Aggiornamento sul pezzo “Bombardano Morsiano”, che ricordavo di aver sentito nella mia infanzia.
    Mi dice mio padre che il pezzo era una canzone degli alpini divenuta abbastanza famosa negli anni ’60 per essere stata interpretata da Gigliola Cinquetti, nel periodo in cui rivisitava le vecchie canzoni popolari (tutti ricordiamo, “La domenica andando alla messa” e “E qui comando io”).
    La versione originale, che adesso ho ritrovato anche su YouTube, diceva “Bombardano Cortina”. Gli abitanti de La Vecchia l’avevano poi tramutata in “Bombardano Cortogno”… Non so nemmeno se l’abbiano mai bombardata… Probabilmente sì, bombardavano ovunque.
    Comunque, è una versione “moderna”, ovvero un canto da osteria che negli anni ’60 si sentiva cantare alla fine dei pranzi in compagnia, assieme a “Bella ciao”, “Fischia il vento” e tutte le altre canzoni partigiane.

  • Bruno Grulli

    Ciro De Rosa per Blog Foolk Magazine di Napoli (http://www.blogfoolk.com/2015/04/numero-201-del-30-aprile-2015.html), il più importante del Sud:
    «[…] tra le più interessanti del momento nella Penisola. La lettura consigliata della settimana è l’emissione primaverile de La Piva dal Carnér, che offre un numero monografico dal titolo “Cantar Bisogna”, curato da Antonio Canovi dedicato al canto sociale e alle canzoni partigiane a Reggio Emilia».

  • Bruno Grulli

    Certamente, Maria… Proseguiamo. Decine di messaggi ci incoraggiano (187 ad ora). Non umiliati ed offesi, pensiamo già al numero 10…

  • Maria Marzi

    Dimenticavo: buon Primo Maggio alle schiere d’eroi umili ed offesi, affratellati da un ideal…
    Marciamo uniti !

  • Maria Marzi

    Bene. Ora bisogna cantarle. Prima magari impararle. Forse qualcuno vorrà ascoltarle! Mi interessa la 27, una donna che racconta. Credo sia unica nel genere. Tenace..mente Bruno! Buon proseguimento

  • Andrea Talmelli

    Impegno importante che Bruno Grulli porta avanti con passione, insieme a tanti amici che mantengono viva la autenticità di una cultura popolare spesso contaminata da false interpretazioni o non sufficentemente indagata nelle fonti disponibili.
    Nei canti spesso si è di fronte a versioni diverse, anche per quanto riguarda le variabili melodiche. I documenti sonori che possediamo diventano spesso l’unica fonte, per cui non è sempre facile il compito assegnato per la loro riproposizione.
    Avanti così!

  • Bruno Grulli

    Arrivano altri apprezzamenti, da Reggio Emilia a Reggio Calabria.
    BLG: «E’ filosofia e poesia…».
    FD: «Grazie per il dono che ci fate pubblicando la Piva…».
    BT: «Una rivista puntigliosa, precisa e coraggiosa…».
    BL: «Uno strumento insostituibile…».

  • Franco Dallari

    L’opuscolo diventa sempre meno rudimentale e sempre più prezioso. Un dono che la redazione offre generosamente a tutti noi

  • Bruno Grulli

    Grazie, Bruna… Grazie, Sandra…

  • Sandra Boninelli

    Gran bel lavoro per la ricorrenza dei 70 anni della Resistenza, belle anche le foto. Trovo tutto questo numero molto interessante. Viva la PdC! Complimenti a tutti per questo bel lavoro di ricerca.

  • Bruna Montorsi

    Ottimo lavoro di Antonio e PdC, che, oltre a riaprire con competenza e entusiasmo il dibattito sull’importanza della cultura popolare (dibattito che sonnecchiava da alcuni decenni), ci interroga su alcuni importanti temi come: cos’è oggi Resistenza? Quale il senso attuale della riproposta dei canti resistenti? Quali i modi e i linguaggi per farlo?
    Vabbè… buon proseguimento di lavoro a tutti noi!
    🙂

  • Gianluca Salardi

    Anche l’Appennino modenese è ricco di questi canti e merita un lavoro come quello di Canovi

  • Denis Ferretti

    Riguardo a “Combattono a Morsiano”, credo di riconoscere una canzone sentita nella mia infanzia.
    Non ricordo tutta la canzone, ma ricordo che mia nonna la cantava così:

    Bombardano Cortogno, oilì,
    dicon che gettan fiori, oilà!
    fascisti traditori,
    è giunta l’ora, subito fora,
    subito fora dovere andar!

    E’ probabile che siano state fatte tante versioni perché si poteva adattare a tanti posti in cui hanno combattuto o bombardato.

  • Bruno Grulli

    Arrivano a decine gli apprezzamenti per il n° 9 de La Piva dal Carner.
    Ne giro uno dei più significativi:

    «Complimenti per il bellissimo numero che, oltre al profondo lavoro di ricerca, accomuna una grande sensibilità verso il tema dell’antifascismo, di cui oggi si celebra la vittoria. Spero che di questo numero se ne possa fare una grande divulgazione, perché permeato di valori che assumono sempre più importanza in un mondo in cui si tende a mischiare tutto senza distinzioni, mentre in realtà le distinzioni ci sono e ci devono essere: non è la stessa cosa essere dalla parte giusta o da quella sbagliata».
    (G.L.)

  • Gianluca Salardi

    La Piva dal Carner rivista storica. Un altro numero bellissimo

  • Bruno Grulli

    Più che caparbietà, direi volontà di arrivare in fondo all’impresa. La trasposizione cartacea c’è già ed è il file fascicolato. Qualsiasi altra cosa non potrà essere La Piva dal Carner, ma un oggetto omologato

  • William Bigi

    La Piva dal Carner n° 9 con la ricerca di Antonio Canovi sui Canti Partigiani, è strepitosa, a cominciare dalla stupenda foto di Casa Rabona di Castagneto pubblicata in copertina.
    Grande contributo alla ricorrenza dei 70 anni dalla Liberazione, grazie alla caparbia determinazione di Bruno Grulli.
    E poi vedrete come sarà la trasposizione cartacea, più avanti, con una affascinante foto del Coro Selvatico Popolare di Via Bligny, dove ci saremo tutti(e) noi!
    Viva il 25 Aprile!

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