Guastalla racconta la propria guerra in chiaroscuro

28 novembre 2011, portici a Guastalla (foto di Roberto Ferrari - Flickr.com)A Guastalla, la fiera di Santa Caterina e il suo mercato sono da sempre un momento fondativo nella memoria collettiva locale. Si tratta di un’occasione per celebrare e rafforzare l’identità di una città che – pur essendo legata al capoluogo – ha sempre guardato a se stessa come a un luogo “altro”, con una storia e un’esperienza propri, che affiancavano quelle di Reggio Emilia, intrecciandosi con esse, ma anche quelle di Parma e del Mantovano.

Ecco perché il volume “Guastalla in chiaroscuro. Il racconto di una piccola città in guerra (1938-1945)”, edito da Aemilia University Press, promosso dall’Anpi e presentato sabato presso il Centro sociale “I maggio” merita un’attenzione particolare.
Un libro che gli autori Antonio Canovi e Marco Fincardi hanno voluto realizzare “attraverso le parole, le culture e gli sguardi degli abitanti di Guastalla”.
Si tratta infatti di un libro costruito facendo un ampio ricorso alle fonti orali, che prosegue il lavoro già sviluppato nel precedente volume “La Repubblica sulle rive del Po. Guastalla dalla Liberazione al 1948”, includendo nell’analisi l’intero periodo della guerra e gli anni immediatamente precedenti.

Alla presentazione del libro hanno partecipato tra gli altri il sindaco Giorgio Benaglia, il segretario provinciale dell’Anpi Primo Benatti e il suo vice Alessandro Frignoli, il Consigliere regionale Roberta Mori, e la senatrice Albertina Soliani. Nel suo intervento conclusivo, la senatrice borettana ha sottolineato l’importanza dell’opera, che rimeditata e diffusa a livello didattico e non solo, permette non di fare ordinaria manutenzione di un momento storico, ma di rigenerarlo.
Una lezione che dal caso guastallese può essere estesa ben oltre l’orizzonte locale, perché, come indicato nella prefazione “una comunità che racconta se stessa è una comunità forte e vitale. E’ consapevole del proprio passato e, proprio per questo, capace di progettare in modo dinamico il proprio futuro”.

Daniele Valisena

 

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