Dal nostro corrispondente (cooperativo) da Tokyo

Da Tokyo, il 26 marzo scorso, è pervenuta a Maurizio Salami, socio della Cooperativa Case Popolari di Mancasale e Coviolo, una lettera (giunta in lingua francese, tradotta dall’associazione Eutópia) di Takashi Suzuki, ricercatore alla Robert Owen Association di Tokyo (sostenuta dal movimento cooperativo giapponese).

La conoscenza con Takashi rimonta al seminario cooperativo internazionale di Saint-Claude del novembre 2008, ove a nome di una delegazione reggiana guidata da Roberta Pavarini (Circoscrizione Nordest), relazionarono Renzo Testi (Legacoop) e Antonio Canovi (Cds).
La sua lettera testimonia di una situazione particolarmente seria. Prima i morti per lo
tsunami, poi la contaminazione nucleare che pare oggi inarrestabile, in un contesto informativo gravato dalle reticenze di natura politica. Tutto ciò, ci viene ricordato, produrrà pesanti conseguenze per il movimento cooperativo di quel paese (forte di 20 milioni di soci, con tanti microproduttori e una rete cooperativa di consumo fondata su di uno schema distributivo porta a porta molto simile ai nostrani Gruppi di Acquisto Solidale).

Grande sisma e nostra situazione
L’11 marzo ero nell’Istituto di ricerca di Tokyo con i miei compagni, al quinto piano.
Per una durata di tre minuti, la stanza ha ballato intensamente a causa di un terremoto. E’ stata la prima esperienza così terribile per noi. Alcuni grandi mobili sono caduti. L’elettricità non ha avuto problemi, ma tutte le ferrovie erano completamente ferme (molti operai della regione metropolitana utilizzano una via ferrata). Abbiamo passato una notte in questa stanza. Felicemente tutti stavano bene.
Alcune riunioni sono state annullate, ma noi abbiamo terminato i nostri compiti.
Apparentemente, sembrava che la vita della gente a Tokyo ritornasse quella di prima. Ma il problema di un così grande numero di vittime è molto serio.
Inoltre, i reattori nucleari di Fukushima sono sempre più critici. La cosa seria è che il governo giapponese, la televisione e i giornali dicono la verità con molta fatica. Molti giapponesi credevano nell’informazione dei media, ma recentemente la popolazione che giudica in modo critico la tela dell’informazione aumenta gradualmente.
In ogni caso, la contaminazione dell’ambiente, del cibo e dell’acqua diventeranno sempre più seri. La radioattività continua a diffondersi, gran parte della provincia di Fukushima è in una situazione molto critica, anche a Tokyo risulta ora 6-8 volte superiore a quanto era prima (cioè più del doppio del margine di tolleranza). Tutto questo avrà una grande influenza sui prodotti Coop.

Takashi Suzuki

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