Centocinquantesima Festa dell'Unità (II)

(segue)

Tentando di passare a toni più seriosi: la sensazione percepita da subito (e che, nel tempo, non ha mai abbandonato chi scrive) è che il Centocinquantenario sia nato come fiera mediatica e culturale, come implacabile, pestilenziale susseguirsi di grandi eventi, come marketing esasperato della storia, della coscienza, della simbologia nazionale. Col risultato di scadere in un’inutile “baracconata” speculativa, sgocciolando mestamente in un’occasione mancata. […]